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Fin dal tempo degli antichi Romani la storia della portualità chioggiotta risale collegandosi alla produzione e commercio del sale che, al di là del suo uso consueto finalizzato ad insaporire i cibi, un tempo veniva abitualmente impiegato per la conservazione degli alimenti.
Nel medioevo il sale ebbe un’importanza tale per cui veniva usato come vera e propria moneta di scambio per ottenere granaglie da far farine e merci varie da rivendere a loro volta nei mercati consueti.
I commerci legati al sale quindi venivano ad interessare sia i territori veneti e padovani, serviti in modo capillare attraverso la rete fluviale, sia quelli della costa adriatica, istriano-dalmata e della Romagna, delle Marche, della Puglia.
A tal proposito è opportuno ricordare, riferendoci alle via d’acqua sia marittime che fluviali, che, fino al XIX secolo, esse costituivano i percorsi abituali attraverso cui si sviluppavano gli scambi ad i commerci fra i popoli, consentendo così la diffusione della civiltà e del progresso.
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