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La guerra di Chioggia costituisce il vero e proprio spartiacque storico che divide e separa la "ricca città del sale" dalla città distrutta e spopolata che, al contrario di Venezia, non riuscì rapidamente a recuperare le sue floride condizioni anteguerra.
Infatti la città per tutto il XV secolo fu impegnata nel faticoso tentativo di attuare un recupero economico-sociale e demografico che peraltro divenne via via sempre più problematico specialmente per la coincidenza con la congiuntura negativa che travagliava la produzione del sal Clugie destinato ad una irrimediabile decadenza, soffocato dalla aggressività di una sempre più vasta concorrenza.
Così, diminuendo il numero e le dimensioni delle saline di Chioggia, che precedentemente occupavano spazi lagunari amplissimi, al loro posto vennero ricavate valli da pesca o semplicemente vennero lasciati spazi liberi per la pesca vagantiva lagunare.
In tal modo la pesca lagunare veniva ad acquistare in Chioggia un ruolo ben più importante che in passato e si veniva inoltre nel contempo a sviluppare, grazie alla sicurezza e agibilità del suo porto (tav. II), una buona propensione verso i commerci marittimi nel Mediterraneo orientale, grazie all’aumento della flottiglia adatta ai traffici marittimi che divenivano sempre più intensi e remunerativi, sulla scia dei grandi commercianti della Repubblica Veneta. Questa, unica fra le tante repubbliche marinare mediterranee, era riuscita nel frattempo a mantenere, anzi a potenziare, il suo impero coloniale.
Al fiorire in Chioggia dei traffici e commerci marittimi corrispose in questo periodo la nascita di grandi navigatori e commercianti; basti ricordare su tutti Giovanni Caboto e Nicolò de’Conti.
Inoltre va ricordato che la costruzione di imbarcazioni ha una antica e gloriosa tradizione che trova storicamente un prestigioso riscontro a livello sociale e religioso nella Mariegola dei Calafati, statuto che, risalendo al 1211, rappresenta nell’Italia del periodo comunale uno dei più antichi e completi ordinamenti corporativi delle arti e dei mestieri.
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